Comune di Baucina

Il Territorio

Aspetti geografici
Il territorio comunale di Baucina, localizzato nel cuore della Provincia di Palermo, dista circa 35 Km dal capoluogo della città di Palermo ed è esteso poco più di 24 kmq.
Confina con i seguenti Comuni: ad est con Villafrati, a nord con Ventimiglia di Sicilia e Bolognetta, a est con Caccamo e Ventimiglia di Sicilia e a sud con Ciminna e Villafrati.
Con riferimento alla cartografia ufficiale dell’I.G.M. “Carta d’Italia”, il territorio ricade nel Foglio 259, quadrante IV, orientamento N.O. di “Ventimiglia di Sicilia”.
Il territorio comunale è localizzato in una posizione strategica ed è facilmente raggiungibile da diverse direzioni: dalla strada statale Palermo - Agrigento (SS 121), innestandosi sulla strada provinciale per Baucina (SP 6), o dalla strada provinciale di Bagheria (SP 6 bis) oppure dalla strada provinciale SP 6, proveniente da Trabia, a cui si accede anche dall’autostrada PA-CT (A19).
 
Caratteri morfologici
La morfologia del territorio comunale è chiaramente frutto degli eventi geologici recenti, ai quali ha fatto seguito l’azione degli agenti esogeni che ha espletato un’azione di modellamento della superficie topografica, generando le attuali morfosculture, e dell’intenso intervento antropico, che ha modificato l’originaria geometria dell’area.
Il territorio, a parte la piccola porzione presente a nord-est in corrispondenza della dorsale di Monte Cane (zona montuosa) pari a circa 10% della superficie territoriale, è chiaramente inquadrabile, sotto il profilo altimetrico, nella tipica fascia collinare; il territorio ha quote comprese tra 260 e 1.257 m. s.l.m., con il Pizzo della Trigna, la cui vetta demarca il confine territoriale con i comuni di Caccamo e Casteldaccia, mentre il centro abitato ha un’altitudine media di 550 m. s.l.m.
In sintesi, buona parte del territorio comunale è caratterizzato da forme dolci, conseguenti all’azione di modellamento degli agenti esogeni sulle masse argillose, mentre la zona montuosa, che è parte integrante della Riserva Naturale Orientata di “Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto”, è caratterizzata da forme più aspre, con versanti acclivi che determinano la presenza di forti dislivelli altimetrici per la presenza di affioramenti litoidi.
La rete idrografica è molto sviluppata, specie in corrispondenza della zona centro-settentrionale del territorio in corrispondenza di affioramenti argillosi; la stessa rete, di tipo dendritico, è caratterizzata da piccoli corsi d’acqua, spesso a regime torrentizio, che raccolgono l’acqua ruscellante lungo i versanti e la riversano nei valloni principali (Valloni Passo Norizza, Suvarita, Favara, Sercia, Fruscillo, Caldara e Fiume Cannizzaro), tutti tributari del Fiume Milicia, nel cui bacino ricade l’intero territorio comunale.
A parte una piccola superficie destinata a bosco, nella zona montana, le coltivazioni presenti nel territorio comunale sono quelle tipiche del clima mediterraneo: uliveti, vigneti, mandorleti e cereali, nell’area centro-meridionale, mentre le zone più impervie (vegetazione spontanea con prevalenza di arbusti) sono lasciate al pascolo.
 
Evoluzione geologico-strutturali
Il processo evolutivo geografico-strutturale dell’area in cui ricade il territorio comunale di Baucina si è articolato in una prima fase che precede il periodo Tortoniano (fase orogena), ed ha interessato i terreni più antichi (Unità Pizzo di Cane) derivanti dalla deformazione del Dominio Imerese, di natura calcareo-dolomitica (Fm. Fanusi e Fm. Mirabella) di Pizzo dell’Aquila, Pizzo della Trigna e Monte Cane e argilloso-sabbiosi (Flysch Numidico) di c/da Caldara, Scarpa, Quarto-Suvarita e quelli più recenti (fase tardorogena) con i depositi sabbioso-conglomeratici della Fm. Terravecchia” (c/de Fruscillo, Acquasanta, Cannizzaro e Rini), calcarenitico-organogeno della Fm. Baucina (Monte Falcone, Monte Carrozza, Cozzo Malamoneta e c/de Croce e Acquasanta) e gessosi della Fm. Gessoso-Solfifera (c/de Balatelle, Margio, Torre e Chiarello).
Il territorio comunale nel suo aspetto morfologico attuale è frutto di eventi che hanno il loro inizio nel periodo geologico mesozoico o era secondaria e per la precisione circa 220 milioni di anni fa. La zona climatica durante quest’era geologica alle nostre latitudini era di tipo tropicale.
Il mare, che occupava tutta l’area di Baucina, faceva parte del margine meridionale dell’Oceano Tetide, tributario del più grande Oceano Pacifico. Questo mare tropicale nella parte meno profonda ospitava una potente barriera corallina.
In tale ambiente di mare profondo, al largo si formarono le calcilutiti dolomitiche con liste e noduli di selce con radiolari e lamellibranchi (Fm. Mirabella – Carnico – 220 milioni di anni). Su queste calcilutiti, in ambiente di scarpata, si depositarono le dolomie risedimentate (Fm. Fanusi – Trias-Lias – 210 milioni di anni), e successivamente, sempre in ambiente di mare aperto, le argilliti silicee con radiolariti e lamellibranchi (Fm. Crisanti - Lias-Cretaceo – da 200 a 65 milioni di anni) e le calcilutiti e marne a foraminiferi (Fm. Caltavuturo – Eocene-Oligocene – da 53 a 24 milioni di anni). Negli ambienti di collegamento tra il mare aperto e la piana tidale (scarpata) si depositarono le litologie terrigene (Flysch Numidico – Oligocene-Miocene – da 35 a 10 milioni di anni). L’orogenesi alpina, alla fine dell’era secondaria e all’inizio del periodo terziario, mise in movimento le zolle oceaniche e fece piegare l’unità di Pizzo di Cane del Dominio Imerese (Langhiano-Serravalliano – circa 15 milioni di anni). Successivamente l’unità di Pizzo di Cane e di Pizzo dell’Aquila sovrascorsero sull’unità di Pizzo Busambra. Le argille varicolori delle Unità Sicilidi, provenienti da aree interne del margine continentale africano, hanno ricoperto le unità del dominio imerese. Così si formarono le montagne della dorsale di Monte Cane e Sant’Onofrio. Man mano che i rilievi montuosi si formavano, affioravano le terre emerse dall’Oceano Tetide.
Il Tortoniano (circa 7 milioni di anni) era caratterizzato da un clima umido tropicale con fiumare turbolente che crearono i depositi terrigeni con ciottoli e pietre arrotondate (conglomerati) e sabbie dalla Fm. Terravecchia rappresentata a Baucina dalla facies conglomeratico-sabbiosa presente in c/da Fruscillo, Acquasanta e Monte Frumento. Durante il Miocene (da 24 a 5 milioni di anni) l’Oceano Tetide perse i rapporti con l’Oceano Pacifico e si formò il Mare Mesogeo. Si stavano intanto formando l’Oceano Atlantico e Indiano, mentre il vecchio Mediterraneo o Mesogea rimase quasi isolato dagli oceani. Nel Messiniano (circa 5 milioni di anni), il clima diventava già più arido e si formarono una serie di laghi salmastri e salati, in cui a seguito di un processo evaporitico, si depositarono i gessi della Fm. Gessoso-Solfifera rinvenibili a Baucina nelle c/de Balatelle, Margio, Torre e Chiarello. Durante questo periodo il mare ricopriva l’attuale centro abitato e formava una scogliera sul complesso di Carrozza-Malamoneta-Monte Falcone e Croce, mentre nelle zone più interne, contemporaneamente, si depositavano le argille messiniane della Fm. Terravecchia.
Il ripiegamento di questo complesso collinare per l’effetto della tettonica messiniana è quello che ha dato l’aspetto definitivo alla morfologia del nostro territorio, caratterizzato da un ambiente prevalentemente collinare in cui si sviluppa, specie dove affiorano depositi argillosi, un evidente reticolato idrografico. I depositi carbonatici di laguna di retro scogliera che affiorano nelle zone di Monte Carrozza, Cozzo Malamoneta, Monte Croce e Monte Falcone sono calcareniti organogene, ricche di fossili (conchiglie, coralli Porites, alghe e ricci) che costituiscono la “Fm. Baucina” descritta nel nostro territorio e conosciuta in tutto il mondo con questo nome nel 1976 dai geologi Aruta e Buccheri, quando è stata istituita ufficialmente. Le colline di Baucina pertanto, sono la parte centrale di un ambiente di laguna di retro scogliera, parte integrante di un arco di scogliere marine e di depositi fluviali che va da Petralia Sottana a Salemi con andamento prevalente NE-SO.
A Baucina la formazione raggiunge a Monte Falcone 90 m. di spessore ed è la più completa di tutta la Sicilia. Nelle c/de Margio e Torre, sono invece rinvenibili dei gessi selenitici a grossi cristalli trasparenti, massima espressione della fase evaporitica.
Successivamente, nel Pliocene (da 4 a 1 milione di anni) in alcune zone del territorio (c/da Margio, Chiarello e Salatino) si ripristinarono le condizioni di mare aperto (ambiente pelagico) e si depositarono le calciluiti bianche (Trubi).
Le litologie (pietre e terre) presenti sul territorio di Baucina sono state da sempre utilizzate sin dalla preistoria nel campo dell’edilizia e in misura minore per la costruzione di utensili. Gli uomini preistorici di Montalbano (tra Baucina e Ventimiglia), utilizzarono le liste di selce della Fm. Mirabella o Scillato per costruire utensili. Gli stessi costruirono un castelliere a Montalbano e usarono le selci del Mare Tetide; i greci, i romani, gli arabi e i normanni abitarono sul Monte Falcone, su Monte Carrozza e Cozzo Malamoneta e usarono le pietre di gesso tipo “balatelle” e quelle di calcarenite organogena di Cozzo Malamoneta e delle cave del Piano Puddicina. I fondatori di Baucina con i gessi del tipo “balatelle” (Fm. Gessoso-Solfifera) di c/da Balatelle e Margio, le ghiaie e sabbie di c/da Fruscillo e Acquasanta (Fm. Terravecchia), le argilliti grigie (Flysch Numidico) di c/da Caldara e la “pietra di Carrozza” (Fm. Baucina) di Monte Falcone, Monte Carrozza e Cozzo Malamoneta, costruirono le prime case e le prime chiese. Con le quarzareniti di c/da Rini-Fruscillo realizzarono il manto ciottolato di buona parte del paese, che attualmente ancora esiste in molte traverse dell’abitato di Baucina (es via Dante Alighieri). Anche la calcarenite organogena “pietra di Carrozza”, tutt’oggi ancora si utilizza per lavori prevalentemente di tipo edilizio-ornamentale.
 
Geol. Giovanni Mauro